Intervista di fine anno al Presidente di Apulia Fashion Makers

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AFM presieduta da Vittorio Peretto, riunisce sul territorio pugliese aziende del settore tessile-abbigliamento-calzaturiero come terzisti, rivenditori di tecnologie e produttori di accessori. In tutto circa 100 le aziende associate con dimensioni che vanno da 2 a 160 dipendenti. Insomma un network di realtà, nato nel 2010, che opera nella fascia più alta del mercato, esprimendo la cultura e lo stile italiano e distinguendosi per qualità, innovazione e design. Una rete di imprese che, senza finalità di lucro, si uniscono per sviluppare il proprio potenziale creativo, tutelare il patrimonio di saperi e il know how acquisito nel tempo. Apulia Fashion Makers, una realtà che ha scoperto la sua forza nell’unione e che sa coniugare la competitività ai valori distintivi delle proprie origini, dove le aziende associate vogliono mostrare il vero volto dell’imprenditorialità pugliese. In un’Italia che va alla costante ricerca del made in Italy, cucito su capi d’abbigliamento confezionati spesso al di fuori del territorio nazionale per far fronte ad importanti esigenze economiche.

Sta per concludersi un anno solare difficile ma ricco di sfide e novità. A fare il bilancio delle attività e a tracciare le linee guida per il futuro è il presidente Vittorio Peretto, uomo pragmatico e dalle idee chiare, quotidianamente impegnato nel far nascere la consapevolezza di rivalutare mestieri artigianali di pregio, fondamentali per la filiera dell’alta moda italiana.

 

Qual è il suo personale bilancio di questo 2017 ? Per la nostra associazione il 2017 è stato un anno molto positivo. I due punti cardine sono la nostra prima fiera all’estero (nello specifico abbiamo esposto alle due manifestazioni di Premier Vision a Parigi) e l’accordo di programma con il Politecnico del Made in Italy che ci permetterà di sviluppare tanti programmi formativi.

Lei ricopre il ruolo di Presidente dell’associazione, quali erano gli obiettivi che si era posto e quali ritiene di aver raggiunto? L’obiettivo principale era quello di creare interesse verso il vero Made in Italy. Purtroppo oggi abbiamo sul mercato almeno 10 tipi di Made in Italy che sicuramente non tutelano la filiera, il PIL ed i posti di lavoro. Sono orgoglioso di affermare che la nostra associazione riesce a tutelare il lavoro di almeno 4 mila persone ed è la somma dei dipendenti dei nostri associati. Quali ancora invece vorrebbe realizzare nel futuro? Il mio sogno è che la Puglia diventi la sartoria d’Europa. Abbiamo grandi potenzialità ed una bella filiera. Il Made in Italy è sempre un obiettivo da perseguire? È la base della nostra associazione e forse il vero motivo per cui nel 2018 arriveremo al nostro ottavo anno di vita associativa. Su questo abbiamo le idee chiare.

Lei ha sempre sottolineato l’importanza della loro formazione professionale. Quali proposte e progetti a beneficio dei sui soci intende promuovere? Abbiamo tanto da fare dalla formazione di figure sia nell’ambito produttivo che di management. L’accordo con il Politecnico del made in Italy è finalizzato a rafforzare la conoscenza nel settore. Il Made in Italy è sempre un obiettivo da perseguire? Made in Italy viene sempre associato all’idea di qualità e considerato garanzia di eccellenza. Ma il suo valore potenziale riesce effettivamente a tradursi in un valore economico effettivo? Con il vero Made in Italy tutta la filiera riesce a beneficiare dei vantaggi che scaturiscono da esso. Quali saranno le prossime iniziative organizzate e promosse dall’Associazione AFM? Saremo per la terza volta a Prèmiere Vision e stiamo lavorando alacremente per la certificazione della filiera. Inoltre ci sarà tanta formazione e il coinvolgimento delle scuole superiori.

Intervista a cura di Anna Larato